Ascoltiamo l’ottava Sinfonia di Beethoven

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Tra le composizioni di Beethoven questa, dal carattere brillante, è la più breve e la più atipica. I contemporanei del tempo rimasero delusi da questa piccola sinfonia, definita così dal musicista stesso, poichè non videro in quest’opera il Beethoven profondo e mitico dellaTerza Sinfonia, l’Eroica, o della Quinta Sinfonia. Nel corso dell’Ottocento alcuni musicisti presero le difese dell’opera. Tra questi, Wagner che era solito dirigerla nei suoi concerti e Schumann.

L’Ottava Sinfonia è formata da 4 movimenti:

  1. Allegro vivace e con brio
  2. Allegretto scherzando
  3. Tempo di menuetto
  4. Allegro vivace

La struttura è eseguita dall’orchestra costituita da: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi.

Scritta tra il 1811 e il 1812, fu eseguita privatamente nell’aprile del 1813 a casa dell’arciduca d’Austria Rodolfo. L’esecuzione ufficiale in pubblico risale invece al 1817 nel corso di un concerto. Promotore del concerto fu lo studioso di patologie acustiche Johann Nepomuk Mälzel, inventore con l’olandese Winkel del metronomo e creatore di macchine musicali che riproducevano e amplificavano i suoni degli strumenti a fiato e della percussione. Il concerto presentava interamente musiche di Beethoven tra cui la Settima Sinfonia e La vittoria di Wellington, detta anche La Battaglia di Vittoria. Maelzel potè organizzare un programma così eterogeneo poichè si era guadagnato l’affetto di Beethoven con la promessa di costruirgli un apparecchio infallibile contro la sordità. Il musicista, per rendegli omaggio, inserì nel secondo movimento dell’Ottava Sinfonia uno spunto tematico che ricordava l’oscillazione del metronomo, elaborato sulle parole: «Ta-ta-ta, caro Maelzel, addio…»

 

 

 

maestro Alessandro Di Millo

 

Beethoven 1819