Come moltissimi italiani, guardo il festival di San Remo. Ho apprezzato molto la scelta di invitare il maestro Ezio Bosso, e sono rimasto con le lacrime agli occhi fino alla fine della sua performance al pianoforte; ci ha dimostrato che il divino talento della Musica, e la forza di volontà nel perfezionarlo, non conoscono barriere, non conoscono diversità!
Nel 2011 Bosso ha subito un intervento al cervello che – parole sue – l’ha costretto ad affrontare una «storia di buio». E la malattia si è aggiunta a una sindrome autoimmune che lo costringe a camminare con l’aiuto di un bastone. Ora dice si sente «un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono. A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me.
Al massimo, io sono al servizio della musica».
“La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”
maestro Alessandro Di Millo