Pinocchio – fiaba animata per la scuola dell’infanzia

Le avventure di Pinocchio (Collodi): riassunto

C’era una volta…  Un re! … diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

(Incipit di “Pinocchio”)Riassunto

La vicenda si svolge nella bottega di mastro Ciliegia, falegname delle zona che intende usare un pezzo di legno per realizzare una gamba di tavolino, ma si spaventa quando il pezzo di legno animato comincia a parlare. A quel punto, mastro Ciliegia regala il pezzo di legno a Geppetto (un suo amico falegname) che intende realizzarne un burattino. Geppetto realizza così il suo burattino che chiama Pinocchio, che rivela sin da subito la sua anima birbante, combinando marachelle e scappando dal padre, che finisce anche in carcere per colpa sua poiché, a detta di alcuni passanti, sarebbe stato troppo severo con dei ragazzi.

L’incontro toccante è quello di Pinocchio con il Grillo Parlante, la guida che lo ammonisce per i suoi comportamenti disubbidienti e perché non rispetta il padre e cerca in ogni modo di non andare a scuola, ma alla fine il povero grillo viene ucciso da quest’ultimo schiacciandolo sulla parete con un martello.

La vita per il burattino si fa dura: è costretto a mendicare per trovare del cibo e viene sorpreso un giorno da un forte temporale improvviso; trova riparo vicino a della brace accesa e si ritrova con i piedi bruciati. Nel frattempo, il padre esce di prigione. Geppetto gli ricostruisce i piedi e gli prepara un vestito di carta e, nonostante il gelo invernale, vende la sua giacca per comprargli un abbecedario per poterlo fare andare a scuola. Ma Pinocchio, sulla strada che lo porta a scuola, si ferma davanti al Gran Teatro dei Burattini.

Il burattinaio Mangiafuoco, in un primo momento, vorrebbe bruciare il burattino nel fuoco ma poi si commuove e gli regala cinque zecchini d’oro da portare al padre. Ma sulla strada del ritorno, Pinocchio si imbatte in due truffatori, il Gatto e la Volpe, che, con la menzogna, convincono Pinocchio a piantare il proprio denaro nel Campo dei Miracoli al paese dei Barbagianni per ottenere più zecchini d’oro, attraverso la pianta che ne produrrà parecchi. La vicenda precipita quando i due vogliono derubarlo e Pinocchio è costretto a nascondere in bocca le monete d’oro per non doverle consegnare. Pinocchio è spaventato e per sfuggire al loro inseguimento si imbatte in “una casina candida come la neve” dove chiede disperatamente aiuto e da dove si affaccia una Bambina, “coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto”. Il Gatto e la Volpe però riescono lo stesso ad acciuffare il burattino e lo impiccano alla Quercia grande.

Solo grazie all’intervento provvidenziale della Fata Turchina, che ordina a un falco di spezzare con il suo potente becco la corda, Pinocchio viene salvato dalle grinfie dei due truffatori e dopo varie cure e dopo aver raccontato la sua vicenda alla Fata, raccontando solo falsità, Pinocchio si accorge che ad ogni sua bugia gli si allunga un po’ di più il naso. Dopo mille peripezie, il burattino esce di casa per andare da Geppetto, dato che gli è stato chiesto dalla Fata di andare anche con lui a vivere nella casetta nel bosco, ma rincontra il Gatto e la Volpe. I due malandrini, ancora una volta, si approfittano di lui, convincendolo nuovamente a sotterrare i quattro zecchini nel Campo dei Miracoli. Purtroppo, solo in ultimo il burattino si accorge della truffa e denuncia l’accaduto ad un giudice gorilla che però delude le aspettative di Pinocchio e lo condanna alla prigione. Quattro mesi dopo, l’Imperatore del paese, per festeggiare una grande vittoria militare, concede un’amnistia a tutti i condannati e anche il burattino viene liberato.

Ma le sue avventure non finiscono qui: ancora una volta Pinocchio si caccia nei guai e per raccogliere dell’uva, rimane intrappolato in una tagliola e viene sorpreso dal proprietario del campo che lo costringe a fare il suo cane da guardia, difendendo la proprietà dalle faine. Alla fine, il burattino ha la meglio sulle fiere selvatiche e viene liberato dal proprietario del campo. A questo punto, Pinocchio ritorna verso la casa della Fata Turchina ma, una volta arrivato nelle vicinanze, trova soltanto una pietra di marmo con incise queste parole: “Qui giace, la bambina dai capelli turchini, morta di dolore”. Intanto Geppetto continua la sua disperata ricerca del figlio e un grosso Colombo rivela a Pinocchio che suo padre sta costruendo una barchetta per attraversare l’Oceano. Pinocchio si affanna per arrivare in tempo da suo padre ma arriva troppo tardi, si tuffa nelle acque del mare ma viene trascinato al largo nel Paese delle Api industriose, dove ritrova la Fata Turchina che ormai è diventata una donna.

Intanto, del povero Geppetto nessuna notizia confortante: un delfino annuncia che probabilmente un gigantesco pescecane ha inghiottito l’uomo e la sua barca. Pinocchio promette alla Fata di fare il bravo ragazzo ma anche questa volta disubbidisce e riesce a litigare con i suoi compagni, finendo nuovamente nei guai, ma questa volta per sfuggire al carcere si tuffa in mare. Le avventure del povero burattino continuano: Pinocchio, incappato nella rete di un mostruoso pescatore, rischia di essere fritto in padella ma viene salvato da Alidoro e, per l’ennesima volta, ritorna dalla Fata e comincia a comportarsi per bene. La Fata, visto il suo buon comportamento e i suoi buoni voti, gli promette di trasformarlo in un ragazzo in carne e ossa ma la pacchia dura poco infatti il burattino parte con il suo amico più svogliato, Romeo, detto “Lucignolo” per il “Paese dei Balocchi” al di là del mare, dove non esistono libri né professori e dove è sempre vacanza e qui i due ben presto vengono trasformati in due somari da vendere al mercato. Pinocchio viene acquistato dal direttore di un circo ma viene di nuovo aiutato dalla Fata Turchina che lo ritrasforma in burattino.

Finale

I capitoli finali sono i più concitati; Pinocchio, cercando di scappare in mare per sfuggire ad un brutto destino, viene inghiottito nel buio ventre del Pescecane, dove intravede una luce lontana; vi si avvicina e con sua grande gioia e sorpresa ritrova il padre Geppetto. Approfittando dell’asma di cui soffre il terribile mostro, che lo costringe a dormire a bocca aperta, i due riescono a uscire dalla loro prigione e a fuggire a nuoto. Infine, Pinocchio e Geppetto trovano una sistemazione in una capanna. Il finale è epico: data la bontà del burattino nell’accudire il padre, la Fata Turchina, apparendogli in sogno bella e sorridente, gli dice che per il buon cuore dimostrato lo trasformerà in un bambino in carne e ossa… e così fu e vissero tutti felici e contenti.

Questa è l’audio fiaba originale (dura circa 30 minuti…)

Questa è la famosa sigla di Pinocchio… bellissima!!!

Buon ascolto e buon divertimento!

maestro Alessandro Di Millo

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