6 Giochi con la musica per i bambini

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La musica stimola la memoria  ed una delle attività più divertenti da fare con i bambini più piccoli è associare giochi motori a momenti musicali.

Ecco una serie di giochi che potrete proporre a scuola ai vostri piccoli allievi.

1. Batti il tamburo

I bambini si dispongono liberamente nello spazio. L’insegnante ha un Tamburello con un battente. Iniziamo a percuotere il tamburello con battiti regolari per passare a movimenti improvvisi o a momenti di silenzio. I bambini interpretano i battiti passeggiando “a tempo” oppure stando immobili nei momenti di silenzio.

2. Gioco dei palloncini

Formiamo le coppie di partecipanti e diamo a ciascuna un palloncino, balliamo tenendo il palloncino fermo a contatto di una parte del corpo; facciamo cambiare spesso il posto del palloncino.

Per esempio possiamo fare: mano vs mano – braccio vs braccio – spalla vs spalla – schiena vs schiena – piede vs piede – fianco vs fianco e così via. E’ possibile ripetere la posizione del palloncino e decidere se farlo ad eliminazione ( chi perde il palloncino ) o se  balliamo sempre tutti, che è sicuramente meglio.

3. Balla come faccio io

Ci disponiamo tutti in cerchio, ed un giocatore al centro. Inizia la musica e chi è al centro comincia a ballare, noi imitiamo i suoi passi. A turno, uno per volta ci alterniamo al centro. Niente eliminazione, è un gioco molto divertente, ma non facciamo stare troppo tempo al centro  la stessa persona , non forziamo se qualcuno non vuole andare  e se vediamo che ad un certo punto nessuno vuole più andare a dirigere i passi, lo facciamo noi.

4. Magie e musiche

Diamo a ciascun bambino un cerchio in plastica colorato. Raccontiamo che balliamo facendo finta di essere un po’ magici e trasformiamo ogni tanto il disco in un altro oggetto grazie alla nostra fantasia. Mettiamo su la musica ed il disco diventerà un volante ( balliamo facendo finta di guidare ), uno zainetto.. la borsa di un canguro ( mettiamo il disco sulla pancia e saltelliamo ) .. un cappello, una borsetta, un ventaglio, un tamburello, una chitarra e così via… può trasformarsi grazie alla nostra immaginazione in quello che desideriamo  e facciamo diventare attivi con i movimenti queste trasformazioni. Prepariamoci una lista di cose le prime volte che lo facciamo e poi le volte successive verrà spontaneo ed è importante che anche noi partecipiamo mostrando ogni volta la “magia” e quindi balliamo con loro.

5. Conquista il posto

Questo è un gioco molto semplice e divertente, mettiamo dei dischi di cartone a cerchio. Prepariamo la musica. Facciamo disporre i giocatori a cerchio intorno ai dischi  e spieghiamo le regole. Con la  musica giriamo intorno ballando, senza musica dobbiamo occupare un posto. Ogni volta, alla fine del giro, togliamo un cerchio, fin quando ne rimane solo uno ed i giocatori di conseguenza sono due, chi conquista l’ultimo cerchio vince il gioco. Vi consiglio, quando iniziate il gioco, di lasciare la prima volta tutti i cerchi  in modo che, almeno all’inizio tutti possono conquistare un posto, ogni volta che un concorrente viene eliminato,  possiamo renderlo parte attiva  facendoci aiutare togliendo i cerchi, controllando il gioco e spegnendo ed accendendo lo stereo ( quando lo comunichiamo noi ) e questo via via assegnando i ruoli se qualcuno vuole fare qualche cosa, altrimenti si sta intorno magari ballando. Se i giocatori sono tanti facciamo durare poco la musica ad ogni giro, se sono pochi un pochino di più. Possiamo farli anche ballare proponendo dei movimenti mentre girano per rendere il gioco ancora più divertente.   Un’alternativa ai dischi  di cartone sono le  sedie.

6. Gioco dei tre colori

Spieghiamo che, quando si dice verde si balla, rosso si sta fermi, giallo seduti e naturalmente possiamo cambiare a nostro piacimento i movimenti. Parte la musica e alziamo la paletta e diciamo il colore, chi sbaglia sta fermo per un minuto, poi ricomincia la gara!

Nota bene: imitare un movimento non significa copiare semplicemente una sequenza di gesti, bensì vuole dire anche assimilarli. Il bambino deve avere la possibilità di adattare i movimenti osservati al proprio corpo e di trovare il modo di riprodurre il proprio. Non occorre quindi insegnargli una precisa tecnica di movimento, ma piuttosto offrire spazio alla sua interpretazione.

 

maestro Alessandro Di Millo

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