Archivio mensile:febbraio 2016

“La musica è magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno la bacchetta”.

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       Come moltissimi italiani, guardo il festival di San Remo.  Ho apprezzato molto la scelta di invitare il maestro Ezio Bosso, e sono rimasto con le lacrime agli occhi fino alla fine della sua performance al pianoforte; ci ha dimostrato che il divino talento della Musica, e la forza di volontà nel perfezionarlo, non conoscono barriere, non conoscono diversità!

       mmm“Ci si deve perdere per poter seguire” come ha detto lui! Perdere il pregiudizio per guardare oltre, perdere se stessi per poter amare gli altri!     

           Nel 2011 Bosso ha subito un intervento al cervello che – parole sue – l’ha costretto ad affrontare una «storia di buio». E la malattia si è aggiunta a una sindrome autoimmune che lo costringe a camminare con l’aiuto di un bastone. Ora dice si sente «un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono. A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me.

      Al massimo, io sono al servizio della musica».

mmmm

“La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”

maestro Alessandro Di Millo

Pentagrammi semplificati: bigramma e trigramma per bambini

bigramma maestro alessandroIl pentragramma standard o rigo musicale è composto da 5 linee parallele e 4 spazi che si trovano tra le linee: le note musicali si scrivono negli spazi e  sulle righe. Possono essere scritte anche sopra e sotto il pentagramma usando delle altre linee immaginarie (tagli addizionali). Il suo nome deriva dal greco penta (cinque) e gramma (linea). La storia ci racconta come nel corso dei secoli, a partire dal medioevo, si è evoluto ed è diventato quello che usiamo ancor oggi: è diventato il “pentagramma” Continua a leggere